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Downton Abbey Cooks

Award Winning Afternoon Tea at the Manor House, one of 25 grand houses featured in Beyond Downton Abbey

Every week I host Tea Tuesday, a virtual tea party which was inspired by Christine, a follower who lives in France, who was curious about English tea traditions. The British may have failed miserably in other culinary areas, but they excel in the tea ritual. Each Tuesday, I dish on Downton Abbey and share other topical tea issues one might discuss at tea, served up with a tea treat with a history.

The Online Guide will be updated weekly as I add new recipes, so bookmark and return to whenever you are looking for tea history and new recipe ideas.

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Segnalo un interessante articolo del Prof. Pulsoni dal titolo “Montanelli – Lorca, intervista mancata”, da poco apparso su PEM – Piazza Enciclopedia Magazine di Treccani. Di seguito il link:

 

Montanelli-Lorca, intervista mancata | Cultura, PEM – Piazza Enciclopedia Magazine | Treccani, il portale del sapere.

Negli ultimi tempi mi è capitato spesso di incontrare l’aggettivo “classificato” nell’accezione di “segreto, riservato”, utilizzato soprattutto in articoli di giornale relativi a notizie provenienti dal mondo anglosassone. L’origine di questa peculiare accezione dell’aggettivo italiano “classificato” è dunque auto-evidente, in virtù del contesto in cui sistematicamente esso si trova usato: si tratta, cioè, di una cattiva e frettolosa traduzione dell’inglese classified, che vuol dire “officially stated to be secret” (fonte: Cambridge English Dictionary).

La traduzione italiana corretta di questo termine dovrebbe perciò essere “segreto, riservato” o, in alcuni casi, “confidenziale”. Dal punto di vista filologico, risulta paradossalmente più corretto tradurre classified con l’anglismo top secret, ormai pienamente entrato nell’uso italiano, come documentano ampiamente i vocabolari della lingua (si veda, ad esempio, il Treccani: http://www.treccani.it/vocabolario/top-secret/) piuttosto che ricorrere al calco dall’inglese “classificato”, perché l’aggettivo italiano “classificato” non contempla, fra le varie accezioni, quella di “segreto, riservato” e dunque, dal punto di vista semantico, l’uso risulta erroneo.

Tuttavia, la frequenza con la quale si incontra questo anglismo nella stampa italiana mi induce a pensare che, così come è già accaduto per il celebre anglismo semantico “realizzare” (calco dall’inglese to realize “rendersi conto”), anche quest’accezione di “classificato” modellata sull’inglese finirà per imporsi in alcuni registri dell’italiano, specie quelli riferibili ai mezzi di comunicazioneIl ricorso a questo calco è a mio avviso ingiustificato e inutile, dal momento che l’italiano offre al traduttore vari equivalenti accettabili (come abbiamo già visto). Visto che anche questo anglismo si sta insinuando rapidamente nell’uso, mi limito comunque ad avvertire che si tratta, appunto, di un calco superfluo e che, in alternativa ad esso, l’italiano mette a disposizione del traduttore altre opzioni perfettamente fruibili, come “segreto” e “riservato”. Se è vero che l’aggettivo “segreto” non traduce tutto lo spettro semantico di classified, perché esprime solamente il concetto di “nascosto” e non quello, presente nel termine inglese, di “ciò che è ufficialmente nascosto”, l’aggettivo italiano “riservato” invece rende, a mio parere, tutte le sfumature semantiche di classified perché è usato “con riferimento a cose che debbono rimanere segrete o note soltanto a pochi, o a determinate categorie di persone” (fonte: http://www.treccani.it/vocabolario/riservato/), e dunque per lo più in ambito politico e militare, proprio come l’inglese classified.

 

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Il lupo Agente Segreto (in lingua originale “Agent Classified”) del film “I Pinguini di Madagascar” (2014)

 

Il conto alla rovescia è iniziato, mancano ormai pochissimi giorni al ritorno sui banchi di scuola. Un primo tema caldo di quest’autunno, sul quale i giornali giustamente insistono, è rappresentato dall’aumento del costo dei libri scolastici e dalla mancata introduzione dei testi elettronici (slittata al 2015).
Un anno fa l’Associazione culturale di cui sono membro ha iniziato a proporre un progetto innovativo a tutte le case editrici scolastiche, grandi e piccole (lo trovate su http://www.europascuolafutura.org/ita/archives/44 ).
La risposta è stata nei migliori dei casi una pernacchia. Eppure permetterebbe a tutti di guadagnarci: le famiglie spenderebbero la metà, gli editori guadagnerebbero di più, le scuole avrebbero senza spese le infrastrutture necessarie.

In un Paese in cui non c’è una seria volontà di investire nell’innovazione, e in cui qualsiasi tentativo di miglioramento spaventa e viene perciò procrastinato all’infinito (determinando di conseguenza una perdita di competitività a livello globale), quale futuro attende, nel caso specifico, l’editoria scolastica?

Quisiera señalar un reciente descubrimiento: el llamado Cancioneiro de Afonso Páez, datado entre finales del siglo XIV y principios del XV, una colección de lírica gallega estudiada y editada por Henrique Monteagudo. Podría tratarse quizás de aquel “gran volumen de cantigas, serranas y decires portugueses y gallegos” del que habla el Marqués de Santillana en su “Prohemio e carta” al Condestable de Portugal, conocido como Cancioneiro de Mencia de Cisneros y hasta ahora considerado perdido.

http://arquivosdegalicia.xunta.es/portal/arquivo-de-galicia/content/actividades/actualidad/actual_0020.html

El descubrimiento de este cancionero podría arrojar nueva luz sobre un período poco conocido de la historia literaria gallega y portuguesa, el que media entre  1380 y 1516, es decir entre los últimos poetas del los cancioneiros gallego-portugueses y los primeros del Cancioneiro geral de Garcia de Resende.

La Biblioteca Nacional de España ha digitalizado dos nuevos cancioneros castellanos: ambas recopilaciones contienen romances y coplas del Siglo de Oro. Se trata de los códices conocidos como BNM, Mss/7149 (http://bdh.bne.es/bnesearch/detalle/4175385) y como “Cancionero castellano” de Enrique de Mesa, con un ensayo de Ramón Pérez de Ayala (1911), uno de los primeros estudios sobre lírica cortés castellana efectuados en el siglo XX (http://bdh.bne.es/bnesearch/detalle/4174548).

 

La BNE (Biblioteca Nacional de España) prosegue l’opera di digitalizzazione del suo cospicuo patrimonio. Sono stati digitalizzati due nuovi canzonieri castigliani contenenti romances e coplas del Siglo de Oro: si tratta dei manoscritti conosciuti come BNM, Mss/7149 e come “Cancionero castellano de Enrique de Mesa”, con un saggio di Ramón Pérez de Ayala (1911), uno dei primissimi studi sulla lirica cortese castigliana realizzati nel XX secolo.

I due manoscritti possono essere consultati liberamente ai seguenti link:

http://bdh.bne.es/bnesearch/detalle/4175385  (BNM, Mss/714)

http://bdh.bne.es/bnesearch/detalle/4174548  (Cancionero castellano de Enrique de Mesa)

 

La Biblioteca Virtual Miguel de Cervantes inaugura un nuovo portale dedicato ai romanzi cavallereschi castigliani del XVI e XVII secolo, diretto dal Prof. Cacho Blecua, dell’Università di Zaragoza. Il portale offre la possibilità di consultare una vasta bibliografia tematica, ordinata per titolo e per autore, un catalogo di illustrazioni in formato digitale, una selezione di link a vari siti che permettono di consultare materiali relativi all’argomento, ma anche informazioni sul corpus e sulla cronologia delle opere e, soprattutto, edizioni digitalizzate, sia antiche che moderne, liberamente consultabili on line.

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La Biblioteca Virtual Miguel de Cervantes ha inaugurado un portal dedicado a los libros de caballerías castellanos de los siglos XVI y XVII. El portal ha sido dirigido por Juan Manuel Cacho Blecua, con la colaboración de Ana Carmen Bueno Serrano, ambos de la Universidad de Zaragoza. El portal ofrece una amplia información cronológica y bibliográfica, ediciones digitalizadas (antiguas y modernas), un catálogo de estudios a cargo de los principales especialistas en la materia, una colección de imágenes y de enlaces a páginas web que facilitan la consulta de materiales caballerescos.